Tesi in Sistemi Informativi Territoriali c/o DU in SIT - IUAV:

 

"Uno strumento per la comunicazione interdisciplinare di concetti e metodi:

 la Pianificazione Forestale in Trentino."

 

Studente Mara Maffei Gueret

Relatore ing. Massimo Rumor; Corelatori prof. Carlo Grillenzoni, prof. Massimo Bianchi.

 

 

Intendendo i Sistemi Informativi Territoriali come strumento di integrazione di vari strati informativi provenienti da più discipline, una delle problematiche ricorrenti nel miglioramento evolutivo di tali sistemi progrediti è il tecnocentrismo.  A tale approccio (in cui il sistema o parti di esso sono esposti al rischio di divenire preda di sfoggi tecnologici, facili oggetto di manipolazioni),  è possibile contrapporre una metodologia di implementazione "user-centred" (vedi anche K.D.Eason in: Masser&Onsrud ed., Diffusion and Use of Geographical Information Technologies, pagg. 27-44, Kluwer Academic Publishers, 1993 Netherlands).

Questa affermazione va in due direzioni: la prima incentra l'implementazione globale del sistema sulla componente umana (ORGWARE), mentre la seconda tende ad abbattere la segregazione intrasettoriale al fine di realizzare un sistema collaborante.  Il confronto dei vari strati informativi non può avvenire efficacemente se non è supportato dal confronto interdisciplinare.

Una efficace comunicazione interdisciplinare richiede come base una buona capacità di esposizione dei fondamenti della propria materia.  Senza questo requisito, ogni scienza rimane relegata in se' perdendo grandi possibilità di confronto e arricchimento.  A fronte di abbondanze e capacità specifiche, esiste una necessità di luoghi di sereno confronto interdisciplinare.  Nella realtà cogliamo invece che, in ambiti non esattamente trasparenti, le discipline cui ruotano intorno i maggiori interessi economici sono frequentemente sottoposte alle pressioni del potere.

In un contesto evoluto, come quello Trentino, troviamo grandi quantità di dati riguardanti il territorio.  La stessa Provincia Autonoma di Trento produce molti strati informativi digitali  che coprono l'intero territorio provinciale, georeferenziati coerentemente nel sistema geodetico nazionale, secondo la rappresentazione conforme di Gauss-Boaga, su taglio cartografico ED 50.  Tali dati si possono agevolmente acquistare a modiche cifre su supporto CD-ROM (es.: Carta Topografica Generale raster sc.:1:10000 - quadranti di 5 km su reticolo chilometrico Gauss-Boaga - 400 dpi in bianco e nero; Modello Digitale del Terreno passo 10 m; Ortofoto Digitale 256 toni di grigio - 8 bits; una più recente versione di Ortofoto Digitale a colori...).

A questa abbondanza informativa accostiamo una robusta tradizione nella gestione silvo-pastorale trentina, che ha portato allo sviluppo di tecniche consolidate e proprie (si pensi alle tariffe regionali T.A.A. per il calcolo delle cubature, desunte da laboriose indagini ipsometriche).  Il costante controllo territoriale ha portato e sta portando alla costruzione di serie temporali di dati sui patrimoni silvicoli che potranno essere, a patto di rispettarne alcune richieste di integrità (evitando effetti GIGO = garbage IN means garbage OUT, inteso per ogni modellizzazione), una buona base per elaborare ulteriori metodologie predittive che potrebbero, in alcune situazioni quindi ottimali, almeno in parte sollevare il settore forestale da onerosi rilievi (cavallettamento totale).  Con ciò nulla si vuole togliere all'importanza del lavoro sul campo, che riteniamo un fattore anche culturale da salvaguardare.

A fronte di un settore quindi solido, all'interno del quale si lavora alacremente, meno positivo è il bilancio sulla comunicazione interdisciplinare (fra i diversi settori tecnici preposti alla gestione di questi territori, anche se gli esempi positivi non mancano: vedi interazioni fra Servizio Ripristino e Valorizzazione Ambientale e Servizio Foreste della P.A.T.) - nonchè delle comunicazioni verso l'esterno in generale.

Questa vivace intrasettorialità porta i tecnici ad interiorizzare i propri concetti e metodi -  quando si trovano a dover relazionare con terzi (siano essi tecnici di altre discipline o esterni al sistema), si accorgono di non avere altre visioni della propria materia se non quella interna.  Questo empasse lascia purtroppo spesso spazio ad equivoci che interessano soprattutto il dibattito (pubblico e politico) sugli usi futuri dei patrimoni silvo-pastorali derivanti dalla loro potenziale multifunzionalità.

Il lavoro di seguito presentato si pone quindi il duplice obiettivo di gettare un ponte dalle scienze forestali applicate in Trentino verso le altre discipline - e in questo senso si spera che da altri luoghi si voglia fare altrettanto - essendo la problematica presente anche per altri settori tecnici, nonchè di portare un chiarimento su alcuni concetti base (anche normativi) attorno ai quali l'opinione pubblica ha creato non poche errate o perlomeno discutibili interpretazioni.

Tutto ciò è stato realizzato attraverso bibliografie di base, addirittura banali per i tecnici del settore forestale (proprio perchè il target è esterno), attraverso colloquii con assestatori (che rappresentano la parte che lavora sul campo) e con funzionari del Servizio Foreste della Provincia Autonoma di Trento (che rappresentano l'istituzione).  Il lavoro non pretende di essere esaustivo - solo un esempio, come punto di partenza, di una metodologia applicabile a grandi sistemi informativi per perseguire l'obiettivo della maggiore collaborazione, requisito che aumenta la resistenza del sistema.

 

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