Riassunto
Comunicazioni di ricerca
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IMPATTI DELLA FAUNA
SUPERIORE ERBIVORA DI GROSSA TAGLIA SULLA VEGETAZIONE E LA RINNOVAZIONE IN
BOSCHI MONTANI DEL TRENTINO: BIODIVERSITA' E BIOINDICATORI
Il monitoraggio degli
effetti della fauna selvatica di grossa taglia sulla rinnovazione assume un
ruolo rilevante nelle regioni alpine dove, particolarmente nei boschi della
fascia montana, le attività selvicolturali trovano un riferimento nei principi
della selvicoltura naturalistica. Lo studio riporta i risultati di un
monitoraggio triennale in 10 siti boschivi del Trentino, caratterizzabili
ecologicamente lungo un gradiente di tipo termico-altitudinale. Aree recintate
precluse all'accesso della fauna sono state comparate ad aree aperte, soggette
alla libera frequentazione dei selvatici. Mediante alcuni indicatori di
biodiversità è stata esaminata la dinamica evolutiva a tre anni dall'impianto
della sperimentazione.
Gli effetti più evidenti
nelle aree non recintate (rispetto a quelle recintate) sono stati una
consistente riduzione dell'altezza media della rinnovazione e, secondo una
tendenza più o meno generalizzata, del numero di specie arboree ed arbustive,
della presenza (assoluta e relativa) di latifoglie arboree e di specie
arbustive; Picea abies, invece, tende ad aumentare la presenza. Danni
della fauna selvatica si registrano in maniera più o meno intensa su tutte le
specie principali e nel triennio di osservazione i dati delle aree non
recintate non fanno emergere un mutamento significativo del livello di impatto.
La zona ecologica che sembra
più colpita è situata entro la fascia dei boschi misti montani, in particolare
nella zona mediana di essa, ma l'interpretazione di tale risultato non è
facile. Nello studio vengono discusse alcune ipotesi che andrebbero
ulteriormente verificate. Le specie forestali bioindicatrici più adatte a
descrivere gli effetti negativi sulla biodiversità vegetazionale della fauna
selvatica sembrano essere le latifoglie rispetto alle conifere e Abies
rispetto a Picea, confermando altri studi sui bioindicatori di danno
faunistico.
Lo studio, oltre a fornire
alcune indicazioni di carattere gestionale per il monitoraggio dei danni della
fauna selvatica, esamina, anche sotto il profilo teorico-metodologico,
l'impiego di indicatori quantitativi e di bioindicatori nella ricerca
selvicolturale ed ecologica applicata.