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Riassunto

 

Comunicazioni di ricerca 96/4

 

 

UN MODELLO DI VALUTAZIONE QUANTITATIVA DELLA PRESSIONE TURISTICO-RICREATIVA SULLE RISORSE FORESTALI

 

               

 

 

Nel quadro di una ricerca più ampia sulla funzione turistico-ricreativa del bosco, finalizzata alla definizione di un modello di stima del livello di utenza di un qualsiasi sito boschivo, questo lavoro si propone di valutare una delle variabili ritenute influenti sul fenomeno: l'intensità della pressione turistico-ricreativa esercitata dalla popolazione sulle risorse naturali e, in particolare, su quelle forestali.

Il metodo utilizzato richiede la suddivisione dell'intero scenario territoriale oggetto di studio in sub-unità (ambiti territoriali) costituite da comuni contigui e omogenei sotto il profilo demografico e dello sviluppo turistico. Per ciascun ambito sono stati rilevati i dati di consistenza della popolazione residente (cioè le persone che vivono stabilmente nell'ambito), quelli relativi all'incidenza del turismo (posti letto nelle strutture ricettive, grado di utilizzo effettivo dei letti) e infine i dati territoriali (superficie totale, superficie forestale e, all'interno di quest'ultima, l'area governata a fustaia). Gli stessi dati relativi ai territori confinanti con quello oggetto di studio sono stati rilevati a livello di provincia. Sulla base di tali dati e di quelli ottenuti nel corso di un precedente studio inerente la propensione all'attività ricreativa in bosco della popolazione italiana e la distribuzione di quest'ultima secondo le distanze percorse per raggiungere il punto di ingresso del bosco prescelto come meta di attività ricreative, è stato ideato un modello di mobilità in grado di ripartire nei diversi ambiti territoriali di una provincia gli eventi turistico-ricreativi generati dalla popolazione residente (termine da riferirsi agli ambiti, come specificato sopra) e turistica (con quest'ultimo termine si intendono le persone non residenti che trascorrono almeno una notte nelle strutture ricettive dell'ambito).

Nel modello di ciascun ambito territoriale viene considerato sia come generatore di eventi turistico-ricreativi che come meta di eventi determinati da popolazioni degli altri ambiti e delle province confinanti. In sostanza, in una prima fase, il modello consente di stimare il numero di eventi ricreativi generati dalla popolazione (residente e non) di un determinato ambito e, successivamente, di ripartire tali eventi tra tutti gli altri ambiti e le province limitrofe considerati come riceventi. La ripartizione avviene in base alla distanza tra ambito emittente e ambito ricevente, alla superficie totale degli ambiti riceventi posti nella medesima fascia di distanza dal centro emittente e, infine, alla dotazione e alla relativa qualità delle risorse forestali degli ambiti di destinazione.

Pur essendo formalmente complesso, il metodo permette di stimare con notevole rapidità il numero di eventi ricreativi in ciascun ambito della provincia considerata, consentendo peraltro di differenziare gli eventi che prevedono nell'arco di una giornata spostamenti da altri ambiti o province (definiti eventi escursionistici), da quelli che si limitano ad un solo ambito territoriale (denominati eventi locali); questi eventi si differenziano inoltre in relazione al gruppo di popolazione che li genera (residente o turista).

Considerato l'intera provincia di Trento, a livello della quale il metodo è stato applicato a titolo di esempio, il modello stima il numero di eventi ricreativi nelle aree forestali pari a 4.320.560 all'anno (11.837 al giorno) dei quali il 42% sono determinati da coloro che si trovano nella condizione di residenti (sia nella provincia stessa che in quelle limitrofe) e il 58% da turisti. Per quel che concerne la tipologia di eventi si osserva che il 39% è di tipo escursionistico mentre il 61% è di tipo locale. Peso diverso assumono gli eventi escursionistici e locali a seconda che attengano alla popolazione residente o a quella turistica; in particolare si nota una maggiore propensione dei residenti a generare eventi escursionistici (61%), mentre i turisti tendono a svolgere le loro attività ricreative nello stesso ambito in cui soggiornano (eventi locali 77%).

A livello di ambito il modello stima il più elevato numero di eventi turistico-ricreativi negli ambiti con maggiori attrattive turistiche e con migliori dotazioni di risorse forestali. Il numero più basso di eventi ricreativi si registra negli ambiti più urbani e comunque con risorse poco idonee ad attirare flussi turistico-ricreativi di lungo raggio: si tratta infatti di forme ricreative particolari quali le gite domenicali o in generale i fenomeni turistici di fine settimana.

Una misura più idonea a rappresentare la pressione antropica che insiste su un ambito è il numero di eventi turistico-ricreativi per ettaro di superficie forestale. In relazione a questa misura la classifica degli ambiti cambia rispetto a quella riferita agli eventi totali: si osserva infatti che i dati depurati dalla diversa ampiezza di superficie forestale fanno salire di posizione ambiti che nei risultati totali si collocavano in posizione intermedia. Depurare i dati di pressione antropica dalla diversa estensione di superficie forestale significa infatti migliorare la comparabilità dei dati relativi ai vari ambiti. Gli eventi all'anno per ettaro di superficie forestale variano da un massimo di 31 (per Rendena-Campiglio, che conferma così la sua peculiarità di ambito a forte richiamo turistico-ricreativo) ad un minimo di 3, mentre a livello di intera provincia risultano pari a 14.

Interessante ai fini della caratterizzazione del fenomeno turistico-ricreativo nei boschi del Trentino risultano le stime di quegli eventi che, a partire dalle province limitrofe, si orientano verso la provincia di Trento (pari al 50% degli eventi escursionistici ed a circa il 19% del totale) e di quelli che, avendo origine negli ambiti trentini, si dirigono verso tali province. Gli ambiti trentini maggiormente interessati da un flusso ricreativo proveniente da province limitrofe sono naturalmente quelli di confine, mentre la provincia che determina il maggiore apporto di eventi escursionistici è Bolzano (46% della totalità degli eventi provenienti dalle 7 province limitrofe).

Se si considerano gli eventi generati in rapporto a quelli recepiti, le province limitrofe caratterizzate da minore dotazione di strutture turistiche o di risorse naturali (Treviso, Brescia, Verona, Vicenza) svolgono prevalentemente la funzione di generatori di eventi ricreativi, mentre quelle più dotate non mostrano predominanza fra le due funzioni. La provincia di Trento si comporta come territorio spiccatamente ricettivo (con circa 2 eventi in entrata per ogni evento in uscita).

E' opportuno infine sottolineare la generalità di applicazione del modello costruito in questo lavoro. Esso è infatti applicabile a qualsiasi realtà provinciale o regionale per la quale sia possibile operare un'appropriata suddivisione del territorio in unità interamente omogenee sotto il profilo dello sviluppo turistico e della consistenza demografica.