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Riassunti

 

Comunicazioni di ricerca 94/2

 

 

CURVE DI SVILUPPO DELL'ALTEZZA DOMINANTE PER LE FORMAZIONI DI QUOTA DELL'ABETE ROSSO DELLA VALLE DI FIEMME

 

 

La presente ricerca costituisce la premessa indispensabile per la realizzazione di un modello di previsione della produzione legnosa potenziale dei boschi di abete rosso della Val di Fiemme (Trentino, Alpi centrali).

Lo studio ha interessato formazioni pure, con strutture coetanee o coetaneiformi, che si estendono in una fascia altitudinale corrispondente al piano montano superiore e subalpino (1400-1900 m). Il clima della valle, che è orientata secondo un decorso est-ovest, è di tipo continentale con influssi oceanici ai margini meridionali ed orientali. Il substrato geologico è costituito da rocce cristalline (porfidi quarziferi della piattaforma atesina) su cui si sono evoluti suoli prevalentemente di tipo podzolico, caratterizzati da frequenti accumuli di sostanza organica grezza in superficie, con humus di tipo moder e mor e con profondità in media non molto elevate. I boschi sono caratterizzati da una evidente uniformità e da densità generalmente elevate, a causa sia delle condizioni ambientali che del trattamento selvicolturale. In passato era consuetudine effettuare il taglio raso su superfici molto estese. I diradamenti sono sempre stati molto moderati, principalmente allo scopo di ottenere legname di elevata qualità, netto da nodi e con cerchie di incremento annuale sottili e regolari.

La ricerca sulla produttività di queste formazioni è stata condotta mediante una rete di novantadue aree di saggio, individuate permanentemente sul terreno.

Nella scelta delle aree si è cercato di campionare tutte le età presenti, che si spingono fino a valori superiori a duecento anni, e di rappresentare le diverse situazioni stazionali esistenti.

Quale indice della fertilità della stazione è stato assunto il valore medio dell'altezza degli alberi dominanti e codominanti del soprassuolo ad una specifica età di riferimento, individuata, nel nostro caso, in cento anni. E' ormai infatti largamente accettato che l'accrescimento in altezza degli individui dominanti e codominanti, essendo poco influenzato da variazioni di densità e trattamento, sia fortemente correlato alla produzione potenziale di massa legnosa del popolamento.

Per utilizzare questo indicatore della fertilità stazionale è necessario predisporre un sistema di curve in grado di descrivere l'andamento dell'altezza degli alberi in funzione della loro età, per le diverse situazioni di fertilità esistenti. Sulla base dell'ormai ampia esperienza maturata dalla ricerca internazionale in materia, si è ritenuto di ricavare le necessarie informazioni di altezza e di età dei soprassuoli ricostruendo lo sviluppo nel tempo dell'altezza di singoli alberi mediante l'analisi del fusto.

Nelle immediate vicinanze di ogni area di saggio, sono stati pertanto abbattuti e misurati tre alberi, due dominanti e uno codominante, vigorosi e di bella forma, privi di danni, con chioma regolare e ben sviluppata. Su tali individui si è quindi proceduto al prelievo di sezioni trasversali del fusto. Per ogni sezione si sono misurati gli spessori degli accrescimenti radiali con passo di un anno, su almeno quattro raggi ortogonali fra loro.

Per l'interpretazione matematica del fenomeno esaminato sono stati utilizzati diversi approcci:

- metodo della curva guida con compensazione analitica;

- procedura a due fasi utilizzando la funzione Chapman-Richards;

- modello modificato di Ek-Payandeh per la previsione dell'altezza in funzione dell'età e dell'indice di fertilità;

- procedura a due fasi con equazione derivata dalle differenze di altezze.

La prima delle procedure sopraelencate porta ad un sistema di curve anamorfiche, le altre conducono invece alla costruzione di sistemi di curve polimorfiche. La scelta del sistema di curve più idoneo si è basata essenzialmente sull'entità degli scostamenti tra valori attesi forniti dai modelli matematici istituiti con le varie procedure ed i corrispondenti valori sperimentali, nonché sulla loro distribuzione nell'ambito delle varie classi di età e di fertilità. Il sistema anamorfico, in particolare, ha evidenziato un problema di adattamento ai dati sperimentali, soprattutto per le curve di sviluppo in altezza relative alle stazioni con fertilità ridotta, confermando la necessità, già segnalata in letteratura, di approntare sistemi di curve polimorfiche.

Il modello prescelto è quello sviluppato seguendo l'ultimo degli approcci indicati, ottenuto utilizzando un'equazione basata sulle differenze di altezze. Tale modello presenta infatti, rispetto agli altri, un  migliore adattamento ai dati di base osservati anche per le classi di fertilità più ridotte (SI = 18 e 21); inoltre evidenzia sia un valore più contenuto della media degli scostamenti senza segno tra valori previsti e valori osservati, sia un valore minore per gli scostamenti massimi calcolati nell'ambito delle varie classi di età e di fertilità. Il sistema di curve che ne deriva interessa uno spazio ipsometrico che va dai 18  m ai 45 m in corrispondenza dell'età di riferimento.

Il lavoro si conclude con alcune indicazioni circa le modalità di utilizzazione di tale sistema di curve. A tale proposito è necessario individuare, all'interno del soprassuolo omogeneo che si intende classificare in termini di fertilità, un numero di alberi dominanti e codominanti compreso tra tre e dieci per ogni frazione di 1000 m2  di superficie. Da tali alberi campione si derivano le informazioni di età e di altezza necessarie per l'individuazione delle curve di sviluppo da associare e quindi dei corrispondenti valori dell'indicatore di fertilità (Site Index); l'indice di fertilità della stazione sarà poi calcolato come media dei valori osservati per l'insieme degli alberi modello.

 

 

CURVE DI SVILUPPO DELL'ALTEZZA DOMINANTE PER LE FORMAZIONI DI QUOTA DELL'ABETE ROSSO DELLA VALLE DI FIEMME

 

Sono analizzati gli studi condotti in Italia sulle relazioni tra accrescimento diametrico dell'abete rosso e variabili climatiche, al fine di valutare la forma e l'entità di tali relazioni per un loro eventuale utilizzo nell'ambito dei modelli di previsione della produzione e dell'accrescimento.

Sono anche presentati i risultati di un'indagine che ha interessato le formazioni alto-montane e subalpine di abete rosso presenti nella Valle di Fiemme, i quali sembrano confermare le principali risultanze ottenute con le diverse indagini a carattere dendroclimatologico precedentemente svolte nel Veneto e nel Trentino - Alto Adige.