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Istituto Sperimentale per l'Assestamento Forestale e per l'Alpicoltura |
INVENTARI FORESTALI E MONITORAGGIO
a cura di Vittorio Tosi
Ricercatori: Giovanni Tabacchi, Vittorio Tosi, Gianfranco Scrinzi, Patrizia Gasparini, Flora De Natale
Parole chiave:
Risorse forestali,
monitoraggio, inventari forestali,
statistiche forestali, disegni campionari
Forest
resources, forest monitoring, forest inventory, forest statistics, sampling
design
Aggiornamento: gennaio 2002
L’Inventario Forestale Nazionale
Gli Inventari Forestali delle Regioni
Il monitoraggio
delle risorse forestali attraverso gli inventari su vaste superfici
Le attività di inventariazione e monitoraggio che ne conseguono consistono nella produzione di stime dell’entità e della distribuzione delle risorse forestali, per un determinato ambito territoriale e con prefissati livelli di incertezza, nonché nell’evidenziamento della misura dei cambiamenti delle stesse risorse attraverso l’osservazione di indicatori del loro stato e delle cause di modifica.
L’inventario forestale è lo strumento adatto, se condotto con opportune cadenze temporali, con idonee classificazioni ecologiche e con precisi schemi di campionamento, a fornire un quadro rigoroso e certificabile dello stato delle risorse forestali e delle loro variazioni nel tempo. Indagini inventariali condotte secondo tali finalità forniscono solitamente risultati con estesa validità territoriale (continenti, nazioni, regioni).
I risultati prodotti dagli inventari forestali riguardano principalmente le superfici interessate dalla copertura forestale e dalle loro possibili ripartizioni, la consistenza delle masse legnose e i ritmi di crescita delle formazioni boschive. Ma oggi attraverso gli inventari forestali vengono anche fornite informazioni aggiornate sulle condizioni ecologiche, ambientali e selvicolturali dei boschi e sulla loro valenza ecologica, sociale e occupazionale, per utilizzarle nella redazione dei piani forestali nazionali o regionali. Tali informazioni vengono sollecitate soprattutto dalla riconosciuta emergenza di gravi fenomeni che investono l’umanità intera, come la deforestazione e la desertificazione, il riscaldamento dell’atmosfera e le variazioni climatiche, la perdita di biodiversità, i problemi della disoccupazione e il benessere sociale, dai quali discende la necessità di un uso attento delle risorse, che nel settore forestale si traduce nella cosiddetta gestione sostenibile.
Alcuni importanti aspetti di un progetto inventariale attengono a:
- l’unità inventariale
- il disegno di campionamento
- la dimensione del campione e l’errore di stima
Il primo passo nella fase di progettazione è definire la popolazione interessata dall’indagine (unità inventariale), tipicamente l’area di studio, che dipende dalle finalità e dagli obiettivi dell’inventario. In un inventario nazionale o regionale l’unità inventariale corrisponde al territorio circoscritto dai confini politici o amministrativi.
Date le caratteristiche della popolazione inventariale, costituita da un numero molto elevato di elementi, si ricorre solitamente al campionamento, ovvero alla selezione e all’osservazione di un sottoinsieme di elementi, rappresentativo dell’intera popolazione. Attraverso il campionamento si quantificano, mediante valori di stima, uno o più parametri della popolazione. Il disegno campionario specifica la modalità di selezione delle unità che costituiscono il campione. Gli approcci più diffusi in campo forestale sono rappresentati dal campionamento sistematico, il campionamento casuale semplice, il campionamento casuale stratificato, il campionamento doppio per la stratificazione (o c. a due fasi), il campionamento a probabilità variabile. Alcuni sistemi inventariali sofisticati impiegano anche combinazioni di più disegni. La stratificazione è un processo impiegato in quasi tutti gli inventari per dividere l’unità in aree relativamente omogenee, solitamente su base cartografica o sulla base di interpretazione di immagini. Può essere effettuata prima (pre-stratificazione) o dopo (post-stratificazione) la selezione dei campioni, allo scopo di ridurre il numero di unità di campionamento al suolo necessarie o di ridurre l’errore di campionamento.
Il rapporto tra il numero delle unità che costituiscono il campione e il numero complessivo delle unità che costituiscono la popolazione dà la frazione di campionamento. Tali unità possono essere di varia forma e dimensione: per lo più sono di forma circolare, a raggio costante, oppure concentriche o nidificate, singole o a gruppi o, ancora, di tipo relascopico, con selezione variata dei soggetti da censire. In qualche caso (margini, filari) si impiegano unità lineari (line transect). Spesso si fa un uso combinato di differenti unità di campionamento allo scopo di rilevare i diversi componenti dell’ecosistema.
La dimensione del campione è commisurata agli obiettivi dell’inventario, alla precisione richiesta alle stime, al disegno campionario utilizzato e ai fondi disponibili. A parità delle altre condizioni la dimensione del campione va scelta in modo tale da raggiungere un determinato livello di precisione delle stime o da rispettare le risorse finanziarie disponibili. Nel computo entrano in gioco la variabilità dell’attributo di stima, l’errore di campionamento tollerato per un dato livello di sicurezza statistica e il tipo di disegno campionario.
Stato dell’inventariazione forestale nei paesi europei.
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Stato |
Inventario |
Anno Inizio |
Situazione |
|
Austria |
Inventario Forestale Nazionale |
1961 |
i. continuo* – 5° ciclo ultimato |
|
Belgio |
Inventario Regione Vallone Inventario Regione Fiandre |
1980 1997 |
2° ciclo in corso 1° ciclo ultimato |
|
Danimarca |
Statistica Forestale Nazionale |
1880 |
i. continuo |
|
Finlandia |
Inventario Forestale Nazionale |
1921 |
i. continuo - 8° ciclo ultimato |
|
Francia |
Inventario forestale Nazionale |
1962 |
i. continuo - 3° ciclo in corso |
|
Germania |
Inventario Forestale Nazionale |
1986 |
1° ciclo ultimato |
|
Gran Bretagna |
Inventario Nazionale Aree Boscate Inventario Boschetti e Aree Agricole Inventari Integrali Assestamentali |
1924
1951 |
i. continuo |
|
Grecia |
Inventario Forestale Nazionale |
1962 |
? |
|
Irlanda |
Inventario Forestale Integrale Coillte |
1958 |
i. continuo - ciclo annuale |
|
Islanda |
Inventario Nazionale delle Formazioni di Betulla |
1972 |
2° ciclo ultimato |
|
Italia |
Inventario Forestale Nazionale Inv. For. Reg.: V.Aosta, Emilia R., Friuli V.G., Lazio**, Liguria, Lombardia***, Marche, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto |
1985 |
1° ciclo ultimato |
|
Liechtenstein |
Inventario Forestale Nazionale |
1986 |
1° ciclo ultimato |
|
Lussemburgo |
Inventari Forestali Locali Monitoraggio Stato Fitosanitario |
- |
|
|
Norvegia |
Inventario Forestale Nazionale |
1919 |
i. continuo - 7° ciclo in corso |
|
Olanda |
Inventario Forestale Nazionale Inventario delle Altre Terre Boscate e altri inventari |
1940 |
4° ciclo ultimato |
|
Polonia |
Inventario Forestale Integrale su base assestamentale |
1957 |
i. continuo |
|
Portogallo |
Inventario Forestale Nazionale |
1965 |
3° ciclo ultimato |
|
Rep. Ceca |
Inventario Forestale Integrale su base assestamentale |
1950 |
i. continuo |
|
Spagna |
Inventario Forestale Nazionale |
1964 |
2° ciclo ultimato |
|
Svezia |
Inventario Forestale Nazionale |
1923 |
i. continuo - 7° ciclo in corso |
|
Svizzera |
Inventario Forestale Nazionale |
1983 |
2° ciclo ultimato (in corso lo studio del 3°) |
* I. continuo: l’inventario ha carattere permanente , significando che al termine di un ciclo è previsto per legge la ripresa di una nuova indagine.
** L’inventario copre il territorio di una provincia, una comunità montana e un parco regionale.
*** L’inventario copre due province.
- L’Inventario Forestale Nazionale
o IFN1
o IFN2
- Gli Inventari Forestali delle Regioni
o Inventario Forestale della Toscana
o Inventario Forestale dell’Abruzzo
· IFN1 - Il primo IFN è stato realizzato nel 1985 su progetto, direzione tecnica e responsabilità scientifica dell’ISAFA, a seguito di incarico dell’allora Ministero dell’Agricoltura e Foreste, con la collaborazione del Corpo Forestale dello Stato per le operazioni di rilevamento e con il supporto del gruppo Finsiel e della società Informatica Campania nella fase di elaborazione dei risultati. A tutt’oggi non sono state avviate ripetizioni del primo ciclo inventariale. Le principali caratteristiche dell’inventario e i risultati più significativi sono riassunti in IFNI 85.
· IFN2 -Uno studio di fattibilità per l’esecuzione del nuovo inventario è stato presentato nel 1998 da parte del ricercatori dell’ISAFA su incarico della Direzione Generale delle Risorse Forestali, Montane ed Idriche del MIPAF. Le principali caratteristiche dello studio sono riportate in IFN- Nuovo. Attualmente è in corso di definizione la convenzione MIPAF/ISAFA per la realizzazione della prima fase dell’IFN2.
· Varie Regioni (Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto, Friuli V.G., Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Sardegna) hanno realizzato indagini inventariali a scala regionale o sub-regionale. Anche in questo caso, come per l’IFN, dopo il primo ciclo inventariale, in qualche caso ultimato da tempo, non sono ancora state avviate ripetizioni.
Per quanto attiene alla Toscana, avviato nel corso dei primi anni Ottanta, l'inventario forestale regionale si è da poco concluso con la pubblicazione dei principali risultati. Al progetto inventariale, finanziato e realizzato dalla Regione, mediante il proprio Servizio Foreste e Territorio agroforestale, ha collaborato il personale della Sezione di biometria forestale dell'ISAFA per l'approntamento delle procedure di elaborazione e di evidenziamento delle informazioni raccolte. Alcuni dei principali risultati sono riassunti in IFR- Toscana. Anche la Regione Abruzzo ha avviato il suo Inventario forestale regionale, affidando all’ISAFA l’esecuzione progettuale.
TABACCHI G., 2001 – Note su alcuni schemi di campionamento impiegabili nell’inventariazione delle risorse forestali di ampi territori. Comunicazioni di ricerca ISAFA 2001/2.
TABACCHI G., Tosi V., 2000 - Due esempi di inventariazione forestale in Italia: l'inventario della Toscana e l'inventario forestale nazionale. In: Boscos i territori (Josep Gordi ed.) Colleciò Diversitas n.17, Universitat de Girona. Catedra de Geografia i Pensament Territorial, Catalunya, Spagna
PIGNATTI G.,
Tosi V., 2000 - Classificazione
dell'uso del suolo e dei tipi di vegetazione per il nuovo Inventario Forestale
Nazionale e proposte di armonizzazione delle definizioni di bosco con le altre
attività in corso. Incontro di studio "Cartografia e data base dell'uso e della
copertura del suolo. Iniziative e produzioni, coordinamento, integrazioni"
organizzato da centro Interregionale in collaborazione con IAED. Orto Botanico,
Roma 16.11.1999. Documenti del Territosio, anno XII-n. 42, sett.- dic. 1999, p. 35-40.
Barbati A., Corona P., De Natale F., Marchetti M., Tosi V., 2000 - Forest remote sensing in Italy in the framework of FRA2000. In Zawila-Niedzwiechi T., Brach M. (eds.), Remote sensing an forest monitoring EUR 19530, Conference held in Rogow, Poland. Office for Official Publications of the European Communities, Luxembourg, pp. 284-299.
Barbati
A., Corona P., De Natale F., Marchetti M., Tosi V., 2000 - Forest remote sensing
in Italy in the framework of FRA2000. IUFRO Conference on Remote Sensing and Forest Monitoring, Rogow, Poland,
1-3 June 1999 (Abstract) http://www.Rogow99Conference/07_session_3/04/index.htm
(full text)
TOSI V., 2000 - Information Needs
for the Italian Forest Information System. Proceedings of the Conference ‘
Integrated Tools for Natural Resources Inventories in the 21st Century’, Boise,
Idaho, USA. August 16-20, 1998. In press. (Abstract)
DUCCI
F., FABBIO G., MANETTI M.C., PIUSSI P., MOTTA R., TOSI V., 1999 - Country
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Reserves and Natural Forests in European Countries, edited by J.
Parviainen et al. EFI proceeding No.16. P.163-175
BIANCHI M.,
SCRINZI G., TABACCHI G., TOSI V., DE NATALE F., GASPARINI P., PIGNATTI G., 1999
- Definizione delle linee tecniche fondamentali per la realizzazione del
prossimo inventario forestale nazionale.
ISAFA/ MIPAF, 201 p.
CECCON C., TABACCHI G., 1998 - Note metodologiche relative alle procedure di elaborazione dei dati dell'inventario forestale della Toscana. Comunicazione di Ricerca dell'ISAFA 98/2, Trento. (Riassunto)
TOSI V., MARCHETTI M., 1998 - I sistemi
informativi forestali in Italia: uniformità e divergenze tra gli inventari
delle risorse forestali. L'Italia Forestale e Montana, 5: 220-252. (Riassunto)
AAVV, 1998 - L'inventario forestale. Boschi e macchie di Toscana. Regione Toscana. Giunta Regionale, Firenze. [A completamento di questa pubblicazione, la società DREAM Italia ha predisposto un CD in cui sono raccolti e organizzati in un documento HTML tutti i testi, le tabelle e le rappresentazioni cartografiche.]
MARCHETTI M, CAMPAIOLA F., LOZUPONE
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BIANCHI M., TOSI V., 1995 - Il
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di U.Bagnaresi e G.Vianello. CNR RAISA. P. 155-195. Franco Angeli, Milano.
SCRINZI G., 1995 –
Inventario forestale nazionale italiano: cenni sui principali aspetti
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dell'Agricoltura e delle Foreste. Istituto Sperimentale per l'Assestamento
Forestale e per l'Alpicoltura. P.VII - 172. Trento.
CASTELLANI C.,
SCRINZI G.F., TABACCHI G., TOSI V.,1983 - Inventario Forestale Nazionale
Italiano. Progetto operativo.
Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste. Istituto Sperimentale per
l'Assestamento Forestale e per l'Alpicoltura. P. XV -272. Trento.
TABACCHI G., 2001 – Note su alcuni schemi di campionamento impiegabili nell’inventariazione delle risorse forestali di ampi territori.
Nella progettazione degli inventari delle risorse forestali distribuite su territori molto estesi, la scelta del disegno di campionamento da adottare è un momento particolarmente critico, per le conseguenze che può determinare in termini di qualità delle informazioni, dei livelli di incertezza statistica che connoteranno i risultati e dei costi da affrontare.
In questa nota sono illustrati, con diversi gradi di approfondimento, alcuni esempi di schemi campionari. Alcuni di essi, abbastanza conosciuti per gli aspetti teorici e procedurali, sono stati più volte adottati per la realizzazione di indagini reali, quali ad esempio lo schema di campionamento monofasico con distribuzione uniforme delle unità di osservazione al suolo o lo schema articolato in due fasi, la prima costituita da un campione numeroso di osservazioni condotte su immagini telerilevate, la seconda da un campione molto meno numeroso di osservazioni localizzate sul terreno.
Altri schemi invece, più articolati e complessi, non sono stati ancora applicati in concrete esperienze, ma possono rappresentare valide soluzioni alla luce di nuovi strumenti conoscitivi offerti dalla ricerca e dallo sviluppo tecnologico. Per alcuni di essi sono necessari anche approfondimenti di metodo.
CECCON C., TABACCHI G., 1998 - Note metodologiche
relative alle procedure di elaborazione dei dati dell'inventario forestale
della Toscana.
Per l’inventario forestale della Toscana è stato
adottato uno schema di campionamento a due fasi conosciuto come campionamento
doppio per la stratificazione. Nella prima fase, è stato selezionato un
campione di unità impiegando un reticolo a maglie quadrate, con lato di 400 m,
sovrapposto cartograficamente all’intero territorio regionale; con le 143.731
unità così individuate è stato stimato il peso di tutti gli strati in cui era
previsto suddividere il territorio della regione. Per la seconda fase
campionaria è stato estratto in blocco, per ogni strato, un sottoinsieme delle
unità di campionamento di prima fase (complessivamente circa 6.000 unità
campionarie); queste unità sono state posizionate al suolo e sottoposte a
misurazione per tutti gli attributi di tipo quantitativo e qualitativo previsti.
Secondo questo disegno, la prima
fase di campionamento permette di stimare l’estensione degli strati che
compongono la popolazione esaminata, mentre la seconda permette di stimare i
valori medi e le proporzioni da associare alle precedenti stime di estensione;
nel caso degli attributi quantitativi il prodotto tra valori medi e le relative
superfici fornisce le stima dei valori totali di strato, mentre nel caso di
quelli qualitativi i valori delle proporzioni danno origine alle stime delle
ripartizioni in superficie degli strati primari secondo le diverse modalità
previste per ogni singolo attributo.
Una chiara e precisa indicazione
della popolazione in esame e dello schema di campionamento seguito è molto
importante per la formulazione delle procedure di calcolo delle incertezze che
accompagnano le stime prodotte con le osservazioni campionarie pertinenti a
ciascuna fase. Nel caso delle stime del peso degli strati, e quindi della loro
estensione, data la modalità di selezione delle unità campionarie si è fatto
ricorso alla teoria del campionamento sistematico a due dimensioni illustrata
da Matern; con questa, la formulazione della varianza di stima dei pesi degli
strati tiene conto sia del criterio sistematico di estrazione delle unità di
campionamento, avviata con l’individuazione casuale di un’unità di partenza e
proseguita poi con estrazione di unità poste a intervalli costanti nelle due
dimensioni, sia della effettiva autocorrelazione spaziale per unità campionarie
tra di loro prossime sul terreno.
Per quanto riguarda la stima dei
valori totali di strato e delle loro incertezze, è necessario distinguere il
caso generale da quello specifico che è il risultato delle modalità
effettivamente adottate in Toscana per la realizzazione della seconda fase di
campionamento.
In generale, come già accennato,
la stima del valore totale di strato di un attributo avviene mediante il
prodotto tra l’estensione dello strato e il valore medio di tale attributo
stimato con le unità campionarie di seconda fase ricadenti in esso.
L’incertezza di tale determinazione, espressa in termini di varianza
campionaria, è data da una opportuna
combinazione delle varianze associate a ciascun fattore e cioé della
varianza di stima della superficie, calcolata secondo la procedura indicata da
Matern, e della varianza di stima della media calcolata con le usuali formule
del campionamento casuale senza riposizione.
Nel caso dell’inventario
toscano, la seconda fase di campionamento è stata condotta in due momenti
diversi, con frazioni di campionamento diverse e anche con unità campionarie di
tipo diverso (aree di saggio e prove relascopiche), nei due settori in cui è
stato diviso - per esigenze operative - il territorio regionale. Per questa
condizione il valore medio di strato va determinato attraverso una procedura
che assegni alle unità campionarie un peso diverso in funzione del settore
territoriale di appartenenza, calcolato sulla base dell’estensione dello strato
considerato in ciascun settore e del numero di unità campionarie ricadenti in
esso. A seguito di tale impostazione è stato necessario modificare
opportunamente tutte le formulazioni di stima delle varianze campionarie relative
alle medie e ai totali di strato.
Per ottenere indicazioni su
aggregati più ampi, è necessario operare stime del valore totale di uno stesso
attributo per combinazioni di più strati e, talvolta, anche per l’intera
popolazione. Se la stima del valore totale relativo all’unione di più strati è
data semplicemente dalla sommatoria dei totali calcolati singolarmente in
ciascuno strato, la formulazione della stima della varianza campionaria di tale
sommatoria risulta ben più complessa e ha richiesto ancora una volta uno
specifico approfondimento analitico. Sulla base di ipotesi di indipendenza e
utilizzando risultati teorici disponibili in letteratura, è stata approntata
una idonea e compatta formulazione di stima della varianza per i totali
relativi ad aggregati di strati variamente formulati.
Le formulazioni di stima della
varianza campionaria dei totali di strato e dei totali relativi ad unione di
più strati sono state studiate sia nel caso di superficie totale conosciuta
dell’unità inventariale (estensione del territorio regionale come indicata
negli atlanti) che nel caso di una sua stima campionaria ottenuta con il
campione di prima fase (data dal numero di osservazioni di prima fase per la
superficie rappresentata da ciascuna di esse). Con un impiego mirato della
procedura di Matern è stato possibile produrre una stima della varianza della
stima dell’estensione territoriale nell’ipotesi di superficie totale non
conosciuta con certezza. Con tale informazione si è operato un confronto tra le
varianze stimate nei due casi per alcuni strati osservati in Toscana e per
alcune diverse combinazioni di strati;
sulla base dei risultati di tale confronto si può affermare che le
differenze nelle stime delle varianze dei totali sono estremamente contenute e
che è dunque possibile impiegare le formulazioni più semplici, relative
all’ipotesi di conoscenza esatta dell’estensione, senza alcun pregiudizio per
la bontà delle stime.
Un analogo procedimento di
analisi e di formulazione delle procedure di stima delle incertezze campionarie
è stato condotto per gli attributi qualitativi. Anche in questo caso è stato
necessario esaminare il caso generale e poi adattare le formulazioni derivate
alla specifica situazione campionaria verificatasi per l’inventario forestale toscano.
Infine sono state analizzate le
procedure a carattere dendrometrico necessarie per una elaborazione preliminare
delle informazioni raccolte con le unità di campionamento localizzate sul
terreno. Infatti i valori di alcuni attributi misurati sul terreno, di facile
osservazione (ad es. diametro dei fusti, altezza totale degli alberi,
incremento diametrico) e talvolta relativi a soli pochi individui arborei,
devono essere opportunamente elaborati al fine di ottenere determinazioni di
attributi non facilmente misurabili al suolo (ad es. il volume degli alberi,
l’incremento corrente di volume) e che si riferiscono a tutti gli alberi
presenti nell’unità di campionamento. Nel caso in esame è stato necessario
sviluppare procedimenti idonei sia per rilevazioni condotte con aree di saggio
circolari a raggio fisso che per rilevazioni condotte con tecnica relascopica,
al fine di una corretta trasformazione delle informazioni raccolte a livello di
singolo albero nei corrispondenti valori per unità di superficie.
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Barbati A.,
Corona P., De Natale F., Marchetti M., Tosi V., 2000 – Forest remote sensing in Italy in the framework of FRA2000
The
increasing concern of people, researchers and public administrations for the
values of the forests and wooded lands has enhanced the need for reliable and
standardised information on forest resources: statistics, geo-referenced
data-bases, thematic maps. However, despite recent advances, forest sector in
Italy is characterised by a relatively limited operational use of available
information technology. Such information poverty causes relevant gap between
the knowledge produced by scientific research and information tools actually
used by stakeholders (public administrations, decision-makers, forest owners,
forest professionals, environmentalists, etc.).
The
forthcoming FRA2000 standards and definitions represents an important challenge
to bridge the gap between global level forest information and knowledge on
national forest resources. Attention to the definition problems and the use of
remote sensing in sampling design and forest classification are fundamental
issues. This paper provides a critical overview of remote sensing for forest
resource surveying in Italy. Specific details are given on current and
potential scenarios with respect to the use of remote sensing within forest
inventory systems and forest type mapping as a support for sustainable forest
management.
As a part of an European
project, called European Forest Information and Communication System, a survey
was carried out with the goal to get a list, even if an indication, in order of
importance of the most requested
information related to the
forest resources. With this aim information of primary importance for the
forest area in each country was evaluated, using the answers of a survey by
questionnaire distributed to a selected sample of the main users of this information. The survey has
involved representatives of the national and regional institutions, which have a competence for the different
user areas.
For Italy the results
confirm first the importance given to the information of forest policy and of
wood resources as well, so as that of the forest industry production. At a
second level are the data about non-wood products and services and that related
to research and development projects.
If we consider the specific area of non-wood
information the following list with decreasing order of importance was
obtained: protection function, biological richness and diversity, recreation,
landscape and scenic beauty, non-wood products, habitats and, at least, hunting.
The Italian survey data show
some significant differences in regard to the medium European data.
The indications obtained by the survey are now
being utilized in the preliminary project for the new national forest inventory.
TOSI V., MARCHETTI M., 1998 - I
sistemi informativi forestali in Italia: uniformità e divergenze tra gli
inventari delle risorse forestali
____________________________________________________________________________
MARCHETTI M,
CAMPAIOLA F., LOZUPONE G., TOSI V., 1998 - Clearings and margins survey in
forest inventory for diversity assessment in the Liguria Region
In Italy a recent pilot project has been performed to inventory
forest areas at regional level with a multipurpose approach. In this context
the chosen attributes concerning habitat and landscape are clearings and
margins, with their definition, size, shape, length, etc. The choice will
permit to correlate field measurement with spatial arrangements of patches
using GIS. Furthermore, the specific landscape of Mediterranean areas in Italy,
typically mosaic-based, led also to the survey of mixed agroforestry areas with
appropriate measures. The present paper deals with the first results of data
processing from the field measurements and the comments of a historical
multi-temporal analysis, to investigate changes in the rural landscape.
http://www.ifn.fr Inventaire Forestier National Francais
http://www.lfi.ch
Schweizerisches Landesforstinventar LFI
http://www.pfc.cfs.nrcan.gc.ca/landscape/inventory
Canadian National Forest Inventory
http://www.iies.es/montes/inventario.htm II° Inventario
Forestal Nacional de Espana
http://www.metla.fi/tutkimus/vmi/nfi.htm
Finnish National Forest Inventory
http://www-nfi.slu.se Swedish
National Forest Inventory
http://iufro.boku.ac.at/iufro/iufronet/d4list.htm IUFRO D4 : Inventory. Growth, Yield, Quantitative and Management
Sciences
http://www.wcmc.org.uk/forest/gfis Global Forest Information Service
http://www.efi.fi/Forestry_Databank/Booklist.html
EFMC: European Forest and Vegetation Map Catalogue
http://www.efi.fi/Dtabase_Gateway/FRRN COST Action E4: Databank of Forest Reserves
Suitable for Research
http://www.efi.fi/projects/eefr The EFISCEN European Forest Resource
Database (EEFR)
http://www.efi.fi/fine
FINE: Forest Information Services Network for Europe
The purpose of FINE is to provide
easy, readily available access to forestry information at the regional,
national and European level.
http://home.att.net/~gklund/invmeet.html Listings of upcoming inventory and monitoring related meetings
http://www.metla.fi/hanke/3006/eng/metinfo.htm
METLA Forest Statistics Information Service METINFO – Online Information System
of the Forest Sector
http://www.fs.fed.us/institute USDA
Inventory and Monitoring Institute IMI of the US Forest
Service
http://www.unece.org/trade/timber/fra Forest Resource Assessment of the UN/ECE Timber
Committee